Il tumore del colon-retto è la neoplasia più diffusa in Italia, la seconda più comune nelle donne e la terza negli uomini, ed è una malattia per cui la prevenzione e la diagnosi precoce possono fare la differenza nella vita delle persone.
Molti tumori del colon-retto, infatti, si sviluppano a partire da polipi adenomatosi, tumori inizialmente benigni che in alcuni casi possono trasformarsi in forme maligne, mediamente tra i 7 e i 15 anni. Individuare queste lesioni e rimuoverle prima che evolvano permette di intervenire tempestivamente sul decorso della malattia.
I polipi, infatti, sporgono dalla mucosa intestinale tendendo a sanguinare. Per queste ragioni i test di screening attualmente in uso sono:
- la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF)
- la rettosigmoidoscopia
- la colonscopia se la ricerca del sangue occulto nelle feci ha dato esito positivo
Ma quando bisogna iniziare i controlli e quali esami fare? La risposta dipende dall’età, dalla presenza di eventuali fattori di rischio o sintomi.
Quando iniziare i controlli se non hai sintomi o particolari fattori di rischio?

Per gli adulti in assenza di sintomi e a rischio medio, il riferimento è il programma di screening della popolazione generale organizzato della propria Regione tramite lettera recapitata a domicilio.
Una persona è a “rischio medio” se non presenta condizioni che lo escluderebbero dallo screening per indirizzarlo invece verso percorsi dedicati, come in presenza di una storia personale di carcinoma del colon-retto o polipi, malattie infiammatorie croniche intestinali e una forte familiarità per tumore del colon-retto.
Nella maggior parte dei programmi lo screening inizia a 50 anni e prevede il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, consigliato dal Ministero della Salute ogni due anni, generalmente fino a 69 anni. In alcune Regioni il programma è esteso fino ai 74 anni. Puoi consultare le indicazioni della tua Regione sul sito dell’A.I.R.C.
La ricerca del sangue occulto nelle feci: di che cosa si tratta?
Il test per il sangue occulto nelle feci è un esame semplice e non invasivo effettuato tramite la raccolta di un campione di feci nell’apposito kit. Consiste nella ricerca di tracce di sangue non visibili a occhio nudo che possono essere dovute al sanguinamento di un polipo.
È importante ricordare che un polipo o una lesione tumorale possono essere presenti nel colon, tuttavia, senza sanguinare il giorno dell’esame; per questo motivo è importante ripetere lo screening ogni due anni.
Quando fare la colonscopia?
Un risultato positivo al SOF non significa automaticamente avere un tumore, ma che nel campione di feci è stata rilevata la presenza di sangue non visibile a occhio nudo. Questo può dipendere da diverse condizioni, comprese lesioni del colon che devono essere approfondite, ma anche ad esempio a emorroidi o piccole lesioni dovute alla stitichezza.
In caso di positività all’esame per la ricerca di sangue occulto delle feci o alla rettoscopia, il passaggio successivo è la colonscopia, esame fondamentale nella diagnosi e nell’approfondimento delle alterazioni del colon.
La colonscopia prevede, dopo un’adeguata preparazione per pulire l’intestino nei giorni precedenti e una sedazione il giorno dell’esame, l’introduzione di una sonda flessibile nell’ano dotata di una telecamera all’estremità, che permette di esaminare in dettaglio la mucosa del colon nella sua interezza e, quando necessario, effettuare biopsie o rimuovere direttamente eventuali polipi.
È un esame svolto in sedazione per non sentire disagio e dolore durante la procedura. A causa dell’utilizzo di farmaci sedativi è consigliabile recarsi alla struttura con un accompagnatore per non dover guidare una volta terminato l’esame.
Posso fare la colonscopia virtuale invece della colonscopia tradizionale?
La TC colon, conosciuta anche come colonscopia virtuale, simula la colonscopia tradizionale e può avere un ruolo in situazioni selezionate, per esempio quando una colonscopia non è stata completata o non è tecnicamente possibile, ma non rappresenta il test standard dei programmi di screening.
La colonscopia virtuale consiste nell’esecuzione di una TAC in grado di fornire una visualizzazione tridimensionale della mucosa intestinale.
Tuttavia, l’esame non manca di limiti: per esempio non è chiara la sua capacità di rilevare i polipi di piccole dimensioni e, una volta identificato un polipo, non è possibile eliminarlo nella stessa seduta; per farlo è necessario ricorrere all’esame tradizionale, con un aumento sia dei disagi per il paziente sia dei costi.
Prevenzione del tumore del colon-retto: quando fare lo screening
| Situazione | Controllo o esame | Indicazione principale |
|---|---|---|
| Persona senza sintomi e a rischio medio | Ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF) | Generalmente previsto dai programmi regionali di screening a partire dai 50 anni e ripetuto ogni due anni |
| Sangue occulto nelle feci positivo | Colonscopia | Serve ad approfondire la causa del sanguinamento e permette di individuare ed eventualmente rimuovere polipi |
| Presenza di sintomi sospetti | Valutazione medica e approfondimenti diagnostici | Non bisogna attendere l’invito allo screening in presenza di sangue nelle feci, sanguinamento rettale o anemia sideropenica senza causa nota |
| Precedenti polipi o tumore del colon-retto | Percorso di controllo personalizzato | La frequenza e il tipo di esami vengono stabiliti in base alla storia clinica |
| Forte familiarità, sindromi ereditarie o malattie infiammatorie intestinali | Sorveglianza specialistica | Può essere necessario iniziare i controlli prima o seguirli con una frequenza diversa rispetto allo screening standard |
Devo sottopormi agli esami solo quando mi arriva la lettera a casa?
La risposta è: dipende se ci sono sintomi sospetti. Lo screening, infatti, è rivolto alle persone asintomatiche.
Se compaiono sintomi che possono essere associati a una patologia del colon-retto, non bisogna aspettare il normale invito allo screening ma programmare autonomamente una visita dal medico.
Tra i campanelli d’allarme rientrano, per esempio:
- presenza di sangue nelle feci o sanguinamento rettale visibile a occhio nudo
- anemia da carenza di ferro (sideropenica) senza una causa già identificata
- tutti gli altri sintomi che il medico ritenga meritevoli di approfondimento
è bene ricordare che questi sintomi non significano avere un tumore, sarà il medico a indirizzare ulteriori approfondimenti diagnostici per escludere una patologia del colon-retto.
Alimentazione e prevenzione primaria: il ruolo dello stile di vita
Oltre all’adesione ai programmi di screening, la prevenzione del tumore del colon-retto passa inevitabilmente attraverso le scelte quotidiane a tavola. Un’alimentazione bilanciata rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione primaria, in grado di ridurre significativamente il rischio di sviluppare questa patologia.
Un elevato consumo di fibre — presenti in abbondanza in verdura, frutta, legumi e cereali integrali — favorisce il corretto transito intestinale e nutre il microbiota, svolgendo un’azione protettiva sulla mucosa.
Al contrario, un apporto eccessivo di carni rosse, insaccati, cibi altamente processati e bevande alcoliche è associato a un incremento dello stato infiammatorio e del rischio oncologico.
Adottare una dieta d’ispirazione mediterranea, unita al mantenimento del peso forma e a una regolare attività fisica, permette di proteggere l’organismo e rafforzare l’efficacia delle strategie di diagnosi precoce.
Conclusioni
La prevenzione migliore è sapere quale percorso seguire in base all’età e alla presenza o meno di sintomi.
La modalità di screening può variare in base al programma regionale, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: individuare precocemente lesioni che potrebbero evolvere verso un tumore.
Il consiglio pratico è quindi molto semplice: quando si riceve l’invito allo screening della propria Regione, è importante aderire e non rimandare.
Se invece hai già avuto polipi, soffri di una malattia infiammatoria cronica intestinale come la rettocolite ulcerosa o il Morbo di Crohn, hai una forte familiarità per tumore del colon-retto o esiste il sospetto di una sindrome ereditaria, il percorso può essere diverso e deve essere personalizzato.
Infine, se hai sintomi che necessitano di approfondimento non devi aspettare lo screening: è necessario parlarne con il medico e valutare rapidamente il percorso diagnostico più appropriato.
Come interviene MED?

In presenza di sintomi o rischio aumentato di tumore al colon-retto, l’obiettivo è arrivare a una diagnosi corretta e tempestiva.
Per una valutazione specialistica, puoi affidarti ai nostri specialisti gastroenterologi: la prenotazione della visita è online e noi ti guideremo passo passo per ricevere una valutazione chiara e per costruire un percorso diagnostico-terapeutico mirato di controllo e prevenzione nel tempo.
FAQ – Domande frequenti
Quando iniziare la prevenzione del tumore del colon-retto?
Per le persone senza sintomi e a rischio medio, lo screening del tumore del colon-retto inizia generalmente a partire dai 50 anni, secondo il programma organizzato dalla propria Regione. In alcune Regioni i controlli possono essere estesi fino ai 74 anni.
Quali esami si fanno per lo screening del tumore del colon-retto?
Il principale test di screening è la ricerca del sangue occulto nelle feci, generalmente effettuata ogni due anni. In caso di risultato positivo possono essere indicati ulteriori approfondimenti, in particolare la colonscopia.
Un test del sangue occulto nelle feci positivo significa avere un tumore?
No. La positività al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce di sangue non visibili a occhio nudo, ma non significa automaticamente avere un tumore. Il sanguinamento può dipendere da diverse condizioni e richiede ulteriori accertamenti.
Quando è necessario fare una colonscopia?
La colonscopia può essere indicata dopo un test del sangue occulto nelle feci positivo, in presenza di sintomi sospetti o in persone con fattori di rischio specifici. Permette di osservare direttamente il colon e, se necessario, eseguire biopsie o rimuovere eventuali polipi.
Quando non bisogna aspettare lo screening del colon-retto?
Non bisogna attendere l’invito allo screening se compaiono sintomi come sangue nelle feci, sanguinamento rettale o anemia sideropenica senza una causa già identificata. In questi casi è opportuno rivolgersi al medico per valutare il percorso diagnostico più appropriato.

